Offizielle Mitteilung
Pflichten der Polizei und Ordnungskräfte in Schweden gemäß dem humanitären Völkerrecht
I Rechtsgrundlage
Schweden ist Vertragsstaat aller vier Genfer Abkommen von 1949 sowie der Zusatzprotokolle I und II von 1977 und hat deren Bestimmungen in nationales Recht.
Insbesondere wurde in [Lag (2014:812) om skydd för kännetecken i den internationella humanitära rätten] die Umsetzung der Schutzzeichenregelungen aus den Genfer Abkommen und Zusatzprotokollen rechtsverbindlich festgeschrieben.
Die Verpflichtung zur Schulung und Einhaltung des humanitären Völkerrechts wurde in der Regierungsstudie [SOU 2010:22 „Krigets lagar“] kommentiert und konkretisiert
II. Artikel 1 der Genfer Abkommen
„Die Vertragsparteien verpflichten sich, dieses Abkommen unter allen Umständen einzuhalten und seine Einhaltung durchzusetzen.“
Jede Polizistin und jeder Polizist sowie jede ordnungsausübende Kraft in Schweden ist dadurch direkt verpflichtet, das humanitäre Völkerrecht zu achten und aktiv durchzusetzen.
III. Schulungspflicht gemäß den Genfer Abkommen
Nach den Artikeln 47 GA I / 48 GA II / 127 GA III / 144 GA IV müssen Staaten ihre Streitkräfte und Ordnungskräfte schulen. [In Schweden wurde dies im Rahmen von SOU 2010:22 thematisiert und begleitet.]
IV. Konkrete Pflichten der schwedischen Polizei und Ordnungskräfte
1. Kenntnis und Anwendung der Genfer Abkommen in allen dienstlichen Lagen
2. Pflicht zur Befehlsverweigerung, wenn ein Befehl das humanitäre Völkerrecht verletzen würde
3. Schutzpflicht gegenüber Zivilpersonen, z. B.:
– Keine willkürlichen Festnahmen
– [Gewalt nur in gesetzlich legitimierter Notwehr]
– Respektierung von Schutzzeichen, Schutzdokumenten und Zivilschutzemblemen [geschützt durch Lag 2014:812]
4. Zusammenarbeit mit Schutzmächten, dem Roten Kreuz und Schiedsgerichten bei Untersuchungen zu möglichen Verstöße
V. Haftung bei Verstößen
– Verstöße gelten als schwere Menschenrechts- oder Völkerrechtsverletzungen – unter Umständen als Kriegsverbrechen.
– Der schwedische Staat haftet gesamtschuldnerisch für das Handeln seiner Ordnungskräfte, unabhängig von deren Rang oder Funktion, gemäß Artikel 1 und 146 GA IV.
VI. Zusammenfassung
Polizei und Ordnungskräfte in Schweden sind nach Völkerrecht und [nationalem Gesetz] direkt zur Anwendung des humanitären Völkerrechts verpflichtet
– Schulungspflicht ist [nationales Recht] und völkerrechtliche Verpflichtung
– [Schutzzeichen haben juristische Wirkung – geschützt durch Lag 2014:812]
– [Individuelles und staatliches Verantwortungsbewusstsein wird gesetzlich gestützt]
Hinweis:
Diese Belehrung dient der klaren Unterrichtung schwedischer Polizeiorgane über ihre völkerrechtlichen Verpflichtungen und die daraus resultierende persönliche Haftung. Für Rückfragen oder Schulungsanfragen im Bereich des humanitären Völkerrechts steht das Schiedsgericht gemäß den Genfer Abkommen von 1949 zur Verfügung.
Für das Schiedsgericht gemäß den Genfer Abkommen von 1949.
B. K.
Vereidigter Schiedsrichter
Comunicazione Ufficiale
Obblighi delle forze di polizia e dell’ordine in Svezia secondo il diritto internazionale umanitario
I. Base giuridica
La Svezia è Stato parte di tutte e quattro le Convenzioni di Ginevra del 1949, nonché dei Protocolli aggiuntivi I e II del 1977, e ha recepito tali disposizioni nel proprio ordinamento.
In particolare, l’attuazione delle norme sulla protezione dei segni distintivi previsti dalle Convenzioni di Ginevra e dai Protocolli aggiuntivi è stata stabilita nella [Lag (2014:812) om skydd för kännetecken i den internationella humanitära rätten].
L’obbligo di formazione e rispetto del diritto internazionale umanitario è stato trattato e specificato nello studio governativo [SOU 2010:22 “Krigets lagar”].
II. Articolo 1 delle Convenzioni di Ginevra
«Le Parti contraenti si impegnano a rispettare la presente Convenzione e a farla rispettare in tutte le circostanze.»
Ogni agente di polizia e forza dell’ordine in Svezia è pertanto direttamente obbligato a rispettare e a far rispettare il diritto internazionale umanitario.
III. Obbligo di formazione secondo le Convenzioni di Ginevra
Ai sensi degli articoli 47 CI / 48 CII / 127 CIII / 144 CIV, gli Stati devono formare le proprie forze armate e di polizia.
[In Svezia, tale obbligo è stato affrontato e attuato nell’ambito dello studio SOU 2010:22.]
IV. Obblighi concreti delle forze dell’ordine svedesi
1. Conoscenza e applicazione delle Convenzioni di Ginevra in tutti i contesti di servizio
2. Obbligo di rifiutare ordini contrari al diritto internazionale umanitario
3. Obbligo di proteggere i civili, ad esempio:
– Nessun arresto arbitrario
– [Uso della forza solo in legittima difesa prevista dalla legge]
– Rispetto dei segni distintivi, documenti di protezione ed emblemi di protezione civile [protetti dalla Lag 2014:812]
4. Collaborazione con potenze protettrici, Croce Rossa e tribunali arbitrali nelle indagini su possibili violazioni
V. Responsabilità in caso di violazioni
- Le violazioni sono considerate gravi infrazioni ai diritti umani o al diritto internazionale – e possono costituire crimini di guerra.
- Lo Stato svedese è responsabile in solido per le azioni delle proprie forze dell’ordine, indipendentemente dal grado o dalla funzione, conformemente agli articoli 1 e 146 della IV Convenzione di Ginevra.
VI. Sintesi
Le forze di polizia e dell’ordine in Svezia sono obbligate, in base al diritto internazionale e alla [legislazione nazionale], ad applicare il diritto internazionale umanitario.
– L’obbligo di formazione è sancito sia dal diritto internazionale che dal [diritto nazionale]
– [I segni distintivi hanno efficacia giuridica – tutelati dalla Lag 2014:812]
– [La responsabilità individuale e statale è sancita per legge]
Nota:
La presente istruzione ha lo scopo di informare chiaramente le autorità di polizia svedesi in merito ai loro obblighi giuridici internazionali e alla relativa responsabilità personale.
Per domande o richieste di formazione in materia di diritto internazionale umanitario, è disponibile il Tribunale Arbitrale ai sensi delle Convenzioni di Ginevra del 1949.
Per il Tribunale Arbitrale ai sensi delle Convenzioni di Ginevra del 1949
B. K.
Arbitro giurato